Barra
, 1940

The Princess fairy tale, olio su pannello, cm 97x97
Flangini Giuseppe
, 1898

Maschere-Arlecchino su fondo rosso, olio su tela, cm 40x69.5, 1945-46
Sora Orlando
, 1903-1981

La mia fidanzata, olio su tavola di legno, cm 54x80, 1928
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Bretagna, olio, cm 49x39
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Torbiere lago d'Iseo, olio, cm 50x60
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Lago d'Iseo, olio, cm 49x39
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DONINI Ettore
Corticelle Pieve, 10 giugno 1917.
Pittore di paesaggi, di fiori, di nature morte, di ritratti, decoratore e restauratore.
Nei primi anni del 1930 il Donini osservò un restauratore nella Chiesa di Corticelle, ed affascinato dall’accostamento fra l’opera e l’intervento di restauro, apprezzò il procedere e da subito decise che questo sarebbe stato il suo operare. Uno zio lo indirizzò presso una ditta di decorazione ma non era quello a cui lui mirava. Intorno ai quindici anni ebbe la fortuna di collaborare con i Trainini, che in quel momento eseguivano un intervento su di un dipinto murale nella Chiesa di Sant’Agata e con loro rimase per circa quattro anni. Dopo quel periodo nacque il Donini pittore, con la sua interpretazione della natura, opere interessanti ed apprezzate, le sue prime partecipazioni a collettive a fianco dei noti pittori Canevari, Dolci e Agriconi. A causa della partenza dei fratelli, per il periodo bellico dovette aiutare il padre al mulino. Sul finire della guerra, trentenne, attratto da Parigi si trasferì in Francia ove dopo aver svolto alcuni lavori, si presentò come restauratore in una bottega di quadri e iniziò ad operare su dipinti di cavalletto. Gli furono anche proposte opere di restauro nei Castelli della Loira. Il suo soggiorno durò trent’anni. Nel 1977, ritornò a Brescia, continuò nella sua opera di pittore senza trascurare il restauro nelle varie Chiese: dell'Ospedale di Gussago, di Urago d'Oglio, di Calcinato e in palazzi signorili in città. Ha partecipato ad alcune mostre collettive, allestendo anche due personali: a Brescia nel 1979, a Artogne nel 1980. Diceva di lui Luciano Spiazzi: "Ettore Donini viene da lontano nella pittura bresciana, dai tempi di Giuseppe Trainini, zio di Vittorio, entrambi affreschisti di vaglia. La decorazione si sa, è una Scuola severa che richiede l’assimilazione lenta ma necessaria del mestiere. Poi arrivano anche i vantaggi, il colore netto senza cincischiamenti, la luce viva, la mano agile nel tratteggio. Da questo mestiere proviene una buona fetta dell'arte di casa nostra". Le sue opere sono apprezzate dai collezionisti per il loro linguaggio e a novant’anni continua a dipingere.
Bibliografia
Archivio Comanducci. L. Spiazzi, Galleria S. Gaspare, Brescia, 17-29 febbraio 1979. Dizionario dei Pittori, Bresciani, 1980. L. Spiazzi, Arte in dad, Brescia oggi , 1979. AA.VV., Galleria Le Pleiadi,, Artogne, 1980. (Con testi da L. Spiazzi e N. Mariani). L. Spiazzi, Giro delle Porte, aBrescia oggi, 1980. Rivista Stile, Brescia 2003. www.comanducci.it , Dizionario Universale delle Belle Arti.
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Autoritratto, olio, cm 40x30
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olio, cm 77x57
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olio, cm 50x60
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Caselli Remo

Sagrato di chiesa (San Lorenzo), olio su tela, cm 80x100
Birolli Renato, 1905 - 1959

Giocatori di polo, olio su tela, cm 140x130, 1933
Lovato Mario, 1936

Casa mia dolce casa, olio, cm 40x50
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