Barra , 1940
Barra
The Princess fairy tale, olio su pannello, cm 97x97

Flangini Giuseppe , 1898
Flangini Giuseppe
Maschere-Arlecchino su fondo rosso, olio su tela, cm 40x69.5, 1945-46

Sora Orlando , 1903-1981
Sora Orlando
La mia fidanzata, olio su tavola di legno, cm 54x80, 1928
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LEGA Silvestro
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Gioie materne

Ritratto dell'amico Ulisse Pichi, 1889

Ritratto virile, olio su tela, cm 50x40.5, 1870

LEGA SILVESTRO. Nato a Modigliana (Forlì) il 4 dicembre 1826, morto poverissimo all’Ospedale di Firenze il 21 settembre 1895. Iniziò la sua vita artistica a Firenze sotto la guida di Enrico Pollastrini, dal quale si staccò presto per divenire allievo di Luigi Mussini, il quale era direttore di una scuola privata. Questi lo diresse verso lo studio dei primitivi, istradandolo così verso grande probità di disegno e limpidità di colore. Dopo aver combattuto, come volontario e mazziniano nel 1848 a Curtatone ed a Montanara, il Lega tornò a Firenze e riprese gli studi sotto la direzione di Antonio Ciseri. Con il comparire della nuova corrente macchiaiola, dapprima il Lega negò questa nuova scuola, mantenendosi aderente ai moduli del Mussini, più che non a quelli stessi del Ciseri ma interpretandoli con suo gusto, successivamente nel 1861 aderì alla tecnica della «macchia» diventandone in breve un chiarissimo esponente. L’anno dopo, con gli amici macchiaioli Borrani, Signorini, Abbati e Sernesi, dipingeva nelle campagne di Pergentina, dove diedero vita, appunto, a quella che sarà chiamata la «scuola di Pergentina». Poverissimo, fu ospitato da famiglie amiche: i Batelli a Pergentina; i Tommasi (ove troverà in Angiolo ed in Ludovico due allievi) nella villa di Bellariva (1880-1885); i Bandini, nella villa del Gabbro vicino a Livorno dove, praticamente, trascorse gli ultimi anni della sua vita dal 1886, anno in cui fu colpito da una malattia agli occhi, che peggiorava sempre di più. Anche la sua pittura andava perdendo, forse, nella limpidezza di contorni, ma acquistava in drammaticità. Fu pittore che tutto dette e nulla chiese all’arte. Produsse limpidi quadri di genere, scegliendo i soggetti piú comuni ed innocenti; fu ritrattista, ma non ritrattista da commissioni. Fu maestro di Augusto Rey e di Ludovico Tommasi, ma anche Eduardo Gordigiani, Adolfo ed Angiolo Tommasi ed altri ne rimasero influenzati.

De Gubernatis, Dizionario artisti viventi, 1889.
T. Signorini, D. Martelli, S. L., Firenze, 1896.
A. Franchi, Arte e artisti toscani, 1902.
M. Tinti, S. L., Roma, 1911, 1931.
Revue de l’Art, 1923, XLIII, pag. 199.
Emporium, 1922, LV; 1926, LXIII, pagg. 197-204 (N. Tarchiani).
Bollettino d’Arte, 1922-24, I, pagg. 197-227 (M. Tinti).
Bénézit, Dictionn. d. peintres etc., 1924, III.
E. Somarè, S. L., Milano, 1926.
Thieme u. Becker, Künstlerlex., 1928, XXII.
Galetti e Camesasca, Enciclop. pittura ital., 1951, II.
M. Valsecchi, S. L., Milano, 1953.
D’Ancona, La pittura d. Ottocento, Milano, 1954.
L. Magugliani, Pittori e pitture, taccuino di viaggio, Milano, 1964.
M. Giardelli, S. L., Milano, 1965.
R. De Grada, I Macchiaioli, Milano, 1968.
Comanducci, I, II, III ediz.

 

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Il caffè sotto il pergolato

Il pergolato, cm 75x24.3, 1868, Conservato a Brera

Contadina toscana, olio su tela, cm 74.5x114
Caselli Remo
Caselli Remo
Sagrato di chiesa (San Lorenzo), olio su tela, cm 80x100

Birolli Renato, 1905 - 1959
Birolli Renato
Giocatori di polo, olio su tela, cm 140x130, 1933

Lovato Mario, 1936
Lovato Mario
Casa mia dolce casa, olio, cm 40x50
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