Barra
, 1940

The Princess fairy tale, olio su pannello, cm 97x97
Flangini Giuseppe
, 1898

Maschere-Arlecchino su fondo rosso, olio su tela, cm 40x69.5, 1945-46
Sora Orlando
, 1903-1981

La mia fidanzata, olio su tavola di legno, cm 54x80, 1928
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Canzone alla luna, tecnica mista su cartone, cm 44x33, 2004
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La raccolta delle olive, olio su tela, cm 120x180, 1975
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Pioggia sull'aia, tecnica mista su cartone, cm 32x25, 1963
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Anchise Picchi, artista toscano, nato a Crespina (PI) il 1 aprile 1911. Scultore, pittore ed incisore. Compiuti gli studi nel liceo artistico e nell'Accademia di belle arti in Roma, e conseguita l'abilitazione all'insegnamento del Disegno e della Storia dell'arte negli istituti superiori d'Istruzione media, fu professore delle sue materie presso le scuole italiane all'estero (Salonicco, 1938/41), ma decise di rientrare in patria per dedicarsi interamente all'arte, sua vera vocazione, mettendo lo studio proprio in terra natia. Dopo un inizio esclusivamente scultorico (1947) poi continuato sempre è passato alla pittura ad olio, praticando pure le tecniche dell'affresco, del pastello, dell'acquerello, dell'incisione specie litografica. Per l'attività iniziale e conseguente è, dunque, autore di sculture particolarmente su legno (noce, quercia, cirmolo), tenute in uno spirito di forma classica, di consistente rilievo. Prevalenti in queste un indirizzo decorativo nelle fasce ornamentali; nel bronzo e nel gesso frequenti i piccoli soggetti di figure vivissime e le lunette popolate di putti (es. i vendemmiatori e i musicanti). Riuscitissimi i ritratti di amici artisti (il Maestro Pietro Annigoni, il somigliantissimo parlante ritratto del pittore Renato Natali, ecc.). Per il legno, caratterizzato da sgorbiate carezzanti le superfici che modellano figure e cose stagliate su fondo paesaggistico in un bassorilievo che talora rasenta il medio, si rilevano molteplici profondità di piani; nel tutto tondo schietta forza plastica. Si distinguono i dipinti dell'epoca iniziale per un gusto finemente impressionistico con vedute ampie di paesaggi, rese a larghe pennellate lasciate senza impasto, sotto cieli tempestosi, animali domestici, scene di lavoro con figure in controluce, strade di campagna, fuochi all'aperto, casolari di paese, mareggiate, effetti di pioggia con viandanti sotto ombrelloni, nevicate: opere tutte sentite con grande amore per la natura, senso lirico, in radiosa luce, dipinte nello studio o "en plein air". Un secondo momento vede la realizzazione di opere in una maniera del tutto nuova ed inedita, detta "maniera seconda" dall'artista medesimo, che rappresenta ora , oltre ai soggetti consueti, temi a forte contenuto simbolico nelle numerosissime nature morte inserite in paesaggi fantastici a forte contrasto di luci. Una terza maniera vede trattati i temi più vari, dove ora però, l'orizzonte si fonde completamente, quasi sfuma tra nebbie e umori, e l'occhio dell'osservatore costretto all'indecifrabilità dei contorni e delle linee, lascia giocoforza spazio alla fantasia di chi guarda. Tutto ciò è raggiunto non con mero espediente tecnicistico ma con profondo senso poetico, sì che il dipinto pare continuare e proiettarsi al di là delle proprie dimensioni reali, in un luogo virtualmente denso di suggestioni e di sogni.
(Da: Luigi Servolini, curatore dell'antologica del 1978 a Palazzo Strozzi, con il patrocinio del Comune di Firenze).
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Profughi, olio su tavola, cm 70x94, 1954-1955
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Tatiana, tecnica mista su tavola, cm 44x35, 1982
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Mondine, olio su tela, cm 35x50, 1988-1989
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Caselli Remo

Sagrato di chiesa (San Lorenzo), olio su tela, cm 80x100
Birolli Renato, 1905 - 1959

Giocatori di polo, olio su tela, cm 140x130, 1933
Lovato Mario, 1936

Casa mia dolce casa, olio, cm 40x50
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