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Pio Roba
Pittore, disegnatore, poeta e scrittore.
Nato ad Arenzano (GE) il 29/12/1915,
morto a Genova il 21/5/1999. Figurativo moderno. Paesaggista e Ritrattista.
Frequenta prima il liceo classico e poi le magistrali, dedicandosi con
passione all'insegnamento alle scuole elementari. Allievo di Eso Peluzzi
nella Scuola d'arte Cesare Tallone Savona (1934-1936). La sua prima
esperienza artistica è bruscamente interrotta dalla guerra: prima
la campagna di Spagna come ufficiale di artiglieri, poi la Francia ed
infine l'Albania.
Rientrato ad Arenzano nel 1959 si trasferisce a Pieve Ligure dove riprende
l'insegnamento. L'attenzione al mondo dell'infanzia gli ispira riflessioni
che egli affida alle rime come ai colori. Nei suoi acquerelli affiorano
tali riflessioni riguardo la società nella quale vive ed opera.
Tra le sue opere più pregnanti vi è la serie di acquerelli
dedicati ad un mondo antico, quello dei contadini e della fatica dei
campi. A questa serie appartiene "Contadino che taglia le erbacce
per la semina" (1972), nel quale la fatica dei due contadini chini
sui campi è mitigata dalle macchie rosse dei papaveri, o "Scena
di mercato di martedì, Acqui Terme" e "I due vitellini
al mercato di Acqui Terme" (1960), dove colori e profumi sembrano
mescolarsi al ricordo di un mondo ormai scomparso. Ha esposto in mostre
personali e collettive: a Genova, Savona, Laigueglia, Alassio, Arenzano,
Roma, Milano, Zurigo, Londra, Edinburgo, Montecarlo/Monaco, Campione
d'Italia, Bruxelles, etc. Ha lavorato a Parigi, Venezia, Sardegna e
Sicilia: ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui il Primo Premio/Concorso
Internazionale "Leone d'Oro" e secondo premio internazionale
per il libro "100 poesie di un pittore", edito nel 1980. Pluriaccademico,
in Italia e all'estero. Segnalato (1977) all'Archivio tedesco per l'Arte
Italiana del Novecento: "Kunsthoriches Istitut in Florens"
(Firenze, Via Giusti, 44). Gli fu assegnato Gran trofeo "Arte ed
Ecologia Oggi" a Prato/Firenze (28/2/88), in Pittura e Poesia,
patrocinato dalla Regione Toscana. Hanno scritto di lui i critici più
noti del tempo: Vitaliano, Rocchiero, G. Beniscielli, G. Campini, Balestreri,
G. Migone, U. Cavassa, F. Gallotti, G. Bubba, A.M. Secondino, De Benedetti;
Quotidiani e Riviste d'Arte, Dizionari italiani ed esteri (Arte Italiana
nel Mondo), il Comanducci, il Quadrato, Arte Sacra, Eco della Critica
1974-75-76 - edit. Donadei, Lombardia Arte.
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